01 Ago Giro in MTB Nevegal – Col Visentin sulle Prealpi Orientali Bellunesi
Il giro sul Nevegal in mountain bike parte dal monte Faverghera a quota 1611 m.s.l.m. percorre la cresta del Nevegal fino ad arrivare sul Col Visentin 1763 m.s.l.m.. E’ un percorso misto su strada sterrata e sentiero ciclabile sviluppato per la maggior parte in cresta.
AREA: Prealpi Bellunesi
PARTENZA: Piazzale Nevegal
ARRIVO: Col Visentin
DA VEDERE: Giardino Botanico Alpi Orientali
DISTANZA: 8 Km
DISLIVELLO: 700 mt.
AREA:
AREA: Prealpi Bellunesi
PARTENZA: Piazzale Nevegal
ARRIVO: Col Visentin
DA VEDERE: Giardino Botanico Alpi Orientali
DISLIVELLO: 700 mt.
DISTANZA: 8 Km
AREA: Prealpi Bellunesi
ARRIVO: Col Visentin
DA VEDERE: Giardino Botanico Alpi Orientali
PARTENZA: Piazzale Nevegal
DISTANZA: 8 Km
DISLIVELLO: 700 mt.
Il giro sul Nevegal in mountain bike parte dal monte Faverghera a quota 1611 m.s.l.m. percorre la cresta del Nevegal fino ad arrivare sul Col Visentin 1763 m.s.l.m.. E’ un percorso misto su strada sterrata e sentiero ciclabile sviluppato per la maggior parte in cresta.
Il Nevegal è un imponente colle delle Prealpi Bellunesi completamente soleggiato e, nelle giornate terse, oltre ad ammirare la maggioranza delle cime delle Dolomiti permette di vedere la pianura veneta fino alla laguna di Venezia.
Arrivati al piazzale del Nevegal (con parcheggi comodi e gratuiti) si prende la seggiovia con servizio di trasporto biciclette. Per gli amanti del Down Hill è a disposizione lungo la pista da sci La Coca un percorso per questa pratica. La seggiovia ha due tronconi, all’arrivo del secondo troncone arriviamo sul Monte Faverghera dove parte il nostro giro e anche la pista di Downhill.
La seggiovia è aperta per questo servizio nel periodo estivo altrimenti si può partire dal ristorante La Casera a quota 1396 mt. affrontando una salita impegnativa di circa 2 chilometri. Le informazioni sugli orari della seggiovia si trovano all’Ufficio skipass Nevegal.
All’arrivo della seggiovia sul Monte Faverghera prendiamo la strada sterrata che ci porta fino al rifugio Bristot pedalando senza fatica. Il rifugio ha il servizio ristorante aperto quasi per tutto l’anno. A questo punto prendiamo le biciclette a mano e saliamo perpendicolari al rifugio (una cinquantina di metri) per portarci in cresta sul Col Toront, proprio all’arrivo dello skilift Col Toront.
Sulla cresta percorriamo il sentiero in un dolce saliscendi con da un lato lo strapiombo sul Fadalto con i suoi due specchi d’acqua il lago Morto e il laghetto Restello attrezzati con aree per i pic-nic e luoghi ideali per pescare. All’orizzonte possiamo ammirare la pianura veneta fino alla laguna di Venezia collegando un ottimo punto immaginario tra Venezia e le Dolomiti. Dall’altro lato la Valbelluna fino al Feltrino con le sue famose vette patrimonio Unesco. Tutt’intorno le cime delle Dolomiti sono numerose: le Pale di San Martino, la Marmolada, le Pale di San Lucano nell’Agordino, il Gruppo dello Schiara, il Monte Civetta, il Monte Pelmo, le Marmarole, l’Antelao ed oltre il Fiume Piave le Dolomiti Friulane.
L’ultimo tratto si ricongiunge alla strada bianca che abbiamo evitato al rifugio Bristot preferendo le creste. Poche centinaia di metri portano al rifugio Col Visentin. Anche questo rifugio ha il servizio ristorante. Sul Col Visentin la vista delle Dolomiti è spettacolare il punto più alto per ammirarle a perdita d’occhio.
Al ritorno si percorre invece la strada bianca anziché le creste. Lungo la strada si trovano grandi aree con cespugli di more da non confondere con altre bacche che provocano malesseri intestinali. La strada è larga in quanto riescono a passare anche i mezzi della forestale, ma è tortuosa e piena di sassi e a meno che non abbiate una bici per il Downhill l’andatura deve essere moderata.
Vi consiglio una Tappa al rifugio Bristot per un momento di ristoro e per un assaggio di grappino (e l’ottima acqua fresca per i bambini) e via alla seggiovia fino ad oltrepassarla per scendere fino al piazzale dalla strada comunale.
Qui il percorso è tutto in discesa. Passiamo il Giardino Botanico delle Alpi Orientali (che in altra occasione vi consiglio di visitare) e poi di corsa tra tornantini e rettilinei senza dimenticare che il casco in testa ci salva la vita. Su questo tratto fate attenzione alla velocità ed al ghiaino. Arrivati al ristorante La Casera la strada è tutta asfaltata e in discesa per raggiungere il piazzale Nevegal luogo di partenza.
Alcuni consigli per passare una giornata senza sorprese: portare indumenti pesanti anche d’estate. Nei mesi estivi una nuvola che copre il sole potrebbe farvi patire il freddo in modo considerevole. Anche il sole anziché benefico potrebbe essere dannoso se non si usano protezioni sia con indumenti idonei e con creme protettive. Non sottovalutate mai questi due aspetti della montagna.
mrt1965
Posted at 21:04h, 26 MaggioBellissimo giro con un panorama sulle Dolomiti Unesco magnifico!